Voi avete mai visto Laguna blu? Quel film con una giovanissima Brook Shields (mi si perdoni l’ignoranza ma la mia eterosessualità non mi ha mai portato anche alla conoscenza del nome dell’attore biondino)? Ricordo che in età puberale era per me fonte di grande eccitazione e la tele lo passava ad orari proibitivi per un giovane scolaretto. Poiché si intravvedeva qualche tettina e mezza chiappa, lo mettevano in seconda fascia, ma come sappiamo oggi i tempi son cambiati (sull’idea malsana di progresso un’altra volta, ok?) e così ieri lo hanno sparato al pomeriggio su Canale 5. Ovviamente io ero in altre faccende affacendato, essendo ieri sabato e specialmente essendo ieri uno di quei meravigliosi sabati di calcio. Nello specifico aldilà della manica, in quel dell’Anfield, si teneva nientepopodimenoche Liverpool-Manchester, mica fave con cipolle. Ma in una fase di stanca, dopo il rocambolesco pareggio dei reds, m’è venuto di cambiare un secondo..e zac!! Era l’inizio di Laguna Blu, con i mocciosetti sulla scialuppa di salvataggio e il tipo adulto che diceva che quando il sole al tramonto va nell’acqua fa "ssshshhshshshs" e lo possiamo sentire pure noi. Ho lì per lì inteso aspettare per vedere come avvenisse la transizione da loro piccoli al seguito di adulto, a loro grandi che scopazzano un po’ dappertutto, beata gioventù! Ebbene, ho scoperto qualcosa di eccezionale, tanto che non ho più potuto seguire le mie tanto care dinamiche calcistiche (chiedo venia). Ho scoperto in primo luogo che non è nient’affatto un film sull’amoresdolcinato, una mera cornice pretestuosa all’interno della quale – auspicando facili ascolti – mostrare glutei e riccioli d’oro. E’ una storia dell’uomo: che grazie ad una condizione di "ignoranza primigenia" – nello specifico la candida condizione dell’essere bambini incontaminati cresciuti lontano dalla civilizzazione – attraversa tutte le tappe del nostro processo evolutivo. E’ interessante assistere alla formulazione, ad esempio, delle prime ataviche domande e l’attribuzione delle recondite risposte ad un dio, un’entità superiore che senz’altro avrà in mente qualcosa, che senz’altro avrà seguito uno straccio di senso per tutte le cose che ci circondano e ci hanno circondato. Si vede poi lo sviluppo della sessualità – prima nella donna – ed il conseguente cambiamento degli sguardi e dei giochi; i primi forti disorientamenti. Si assiste al miracolo della maternità, con una scena "pittorica" che si ispira fortissimamente all’iconografia della natività cristiana. Si vedono gli occhi feroci di un uomo che uccide un altro uomo, sacrificandolo al cielo in cambio di qualche speranza di benessere. Non sono gli occhi azzurri di Brook Shields, insomma, il motivo centrale di quel film. Ed io l’ho scoperto solo ieri a 26 anni grazie alle dinamiche culturali che nel frattempo sono sopravvenute. E’ stato in buona sostanza un riscontro del processo di civilizzazione che ha colpito me medesimo e l’uomo tout court.
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