Valenti lettori, ammalianti lettrici. Siete tutti quanti riprovevoli. La tarda notte che dal 14 mi traslocò al 15 maggio mi feci (di cosa non so, ma mi feci di certo) in quattro per voi. Vi regalai la condivisione di un frammento poetico, ma poetico per davvero, eh?
E Voi? Niente. Nessun commento. Io quella notte fui costretto a vegliare. L’aver letto quel che lessi mi costrinse a gioire, e nella gioia la veglia. Vegliai per Voi, per destarVi la poesia.
La prossima volta, lo dico, scriverò cazzo figa culo e tette.

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