Studiare è molto bello, ma anche molto faticoso, di certo un privilegio. Studiare è forse il solo unico modo per incrementare le difese immunitarie, per proteggersi e trarsi in salvo. Il processo di studio non dovrebbe a mio avviso essere inquadrato nell’ottica del "pezzo di carta", bensì nell’affannosissima ricerca del "pezzo di legno". Un pezzo di legno al quale aggrapparsi con le residue forze per arrivare da qualche parte, a riva, in un’isola, magari un’isola di quelle belle, con la sabbia chiara. In questo periodo non sto postando molto e quando posto spesso e volentieri sono cazzate leggere, o leggerissime. Tutto questo perché non sto studiando. Finita una sessione di esami piuttosto gratificante, mi sono preso del tempo per vedere arrivare la primavera. Adesso riprenderò, farò un attimo due conti e mi metterò di nuovo sotto con tappi e acqua e ciabatte lise e barbaccia lunga. Allorà magari scriverò ancora, chissà. Perché se è vero che il tutto è sempre maggiore della somma delle parti, nelle nostre analisi sui singoli eventi, qualcosa resta sempre fuori. Quel qualcosa è il famoso "altro", lo spirito che si può percepire solo con antenne sensibilissime, acuminate dalla lettura e dallo studio. Il proposito d’esser uomo è sempre lo stesso.
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