IL TESTAMENTO

Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità,
non maleditemi non serve a niente
tanto all’inferno ci sarò già.

Ai protettori delle battone
lascio un impiego da ragioniere
perché provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana,
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana;

voglio lasciare a Bianca Maria,
che se ne frega della decenza,
un attestato di benemerenza
che al matrimonio le spiani la via
con tanti auguri, per chi c’è caduto,
di conservarsi felice e cornuto,
con tanti auguri, per chi c’è caduto,
di conservarsi felice e cornuto;

sorella morte lasciami il tempo
di terminare il mio testamento,
lasciami il tempo di salutare,
di riverire, di ringraziare
tutti gli artefici del girotondo
intorno al letto di un moribondo!

Signor becchino mi ascolti un poco,
il suo lavoro a tutti non piace:
non lo consideran tanto un bel gioco
coprir di terra chi riposa in pace,
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d’oro,
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d’oro;

per quella candida vecchia contessa
che non si muove più dal mio letto
per estirparmi l’insana promessa
di riservarle i miei numeri al lotto,
non vedo l’ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati,
non vedo l’ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati!

Quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima forse una sola
sulla mia tomba si spenderà
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà;
se dalla carne mia già corrosa,
dove il mio cuore ha battuto un tempo,
dovesse nascere un giorno una rosa,
la do alla donna che mi offrì il suo pianto:
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d’amore,
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d’amore…

a te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all’angolo di quella chiesa
offri le immagini ai belli ed ai brutti
lascio le note di questa canzone,
canto il dolore della tua illusione,
a te che sei per tirare avanti
costretta a vendere Cristo e i santi.

 

Quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà!

cari fratelli dell’altra sponda
cantammo in coro già sulla terra,
amammo tutti l’identica donna,
partimmo in mille per la stessa guerra,
questo ricordo non vi consoli:
quando si muore, si muore si muore soli,
questo ricordo non vi consoli:
quando si muore si muore soli.

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