La Roma ha pareggiato. Ha fatto tutto quello che le era in potere di fare, senza le squalifiche di De Rossi, Perrotta e Vucinic, contro un Cagliari che odora il miracolo della salvezza. Ma ha pareggiato. Il capitano coraggioso con la benda sotto al ginocchio ha segnato e ha messo tre-quattro volte in condizione di segnare il compagno meglio piazzato. Ma ha pareggiato, complice la scelleratezza del buon Matteo Ferrari, già promesso sposo di Yespica e Milan. Non si poteva fare di più: un dominio territoriale grande così a Cagliari è roba da segnare sul calendario, e fra pochi giorni arriva il Manchester per la rivincita.
E fra poco cosa farà l’Inter? Già conosce il risultato della rivale; le tifoserie sono gemellate e i laziali vogliono tutto fuori che lo scudetto ai cugini lupacchiotti; resta un 5 maggio da risarcire; una coppa Italia da programmare (si parla di un accordo: vittoria dell’Inter stasera e passaggio del turno della Lazio); per la Lazio la classifica non dice più niente. Ci sono tutti i motivi per predire la vittoria nerazzurra. Non sarebbe uno stupendo spot per il calcio, speriamo di no. O perlomeno speriamo che non sia così palese. Altrimenti verrebbe da domandarsi quello che troppe volte quest’anno ci siamo già domandati: "il campionato degli onesti!?…". Da dopo Juvopoli infatti lo hanno chiamato così.

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