Non se sia stata colpa o merito della grappa che ho bevuto alle 6, prima di partire per il rientro a Parma, ma stamattina mi è tornata in mente quasi da sola, senza nessun legame apparente con la contingenza, una stupenda scena di Radio Freccia. Ad un certo punto gli amici si trovano di notte in un cortile di un mega villone, con tanto di laghetto artificiale, dove si dice dimorino anche dei pesci siluro. Freccia, certamente drogato, tra lo scetticismo degli altri entra con i vestiti e perlustra il fondale fino a portare a riva, abbracciato stretto, un grosso siluro. Dopo un po’, data dimostrazione della sua bravura, riporta il pesce in acqua e prima di lasciarlo andare mi pare lo accarezzi o gli dia un bacino, dicendo senz’altro "te sta dentro, che qua fuori è un brutto mondo". Mi son emozionato anche stamattina come quella volta. Credo che quel film sia quasi mitico e la figura di Freccia, col suo monologo "credo", alla radio, sia simbolo della nostra stessa vita.
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