Non so cosa succederà da qui a giugno, ma certo ieri sera Roberto Mancini ha dato ancora una volta prova di essere un fuoriclasse, di quelli magari un po’ scomodi che non stanno al posto loro, ma di quelli che certamente dividono e divertono gli appassionati di calcio. Dire appena dopo la partita che se ne andrà, anche quando mancano quattro anni di contratto e milioni e milioni di euro di compenso, significa attirare su di sé l’attenzione e le critiche, lasciare i giocatori concentrati per i restanti obiettivi e cercare di ottenere il meglio da una stagione in predicato di essere trionfale ma con il veleno sulla coda. Ieri sera Roberto Mancini non ha fatto una prodezza minore di quella sforbiciata a Napoli, o il goal di tacco al volo a Parma, se non ricordo male. Io amo profondamente Roberto Mancini anche se sono da sempre juventino e anti-interista, per come è abituato ad essere un fuoriclasse assoluto, un leader dentro e fuori dal campo, un animale da calcio. Qualcuno dice che con quella squadra, ed in mancanza di avversari, avrebbe potuto vincere due scudetti anche Buttiglione. Vedremo. Se Mancini se ne andrà veramente vedremo quali siano stati i suoi straordinari meriti (fermo restando che nessuno sapeva chi fosse Maicon ed oggi è forse il terzino destro migliore al mondo e che se l’Inter è uno squadrone lo deve a chi ha chiesto giocatori come Cambiasso..). Intanto l’Inter si prepara a tornare nel suo caos calmo, o disordine organizzato che dir si voglia.
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