Stamattina mi son messo a guardare i tetti delle case vicine al collegio..scrutavo la grande arte che c’è dietro, cercavo di capire a cosa servissero dei ferri che parevano tenere ferme le tegole. Alcune era tagliate per assecondare certe inclinazioni e fuori pioveva e pensavo che non deve essere molto carino stare lì sopra a lavorare, chini, quando fuori piove. Che probabilmente riesce più gradito filosofare al cesso col sigaro in bocca e contare gli anni passati e pensare che sono meno di quelli che forse ancora passeranno e dirsi che non si è niente, che non sappiamo niente, fuori del fatto che vorremmo essere felici. Molti di questi ragazzi non li rivedrai più, queste giornate lente non torneranno più e verrai di nuovo chiamato nel vortice delle ore produttive, quelle che alla fine del mese ti fanno il bonifico, quelle che servono per pagare le tasse, per fare il pieno alla macchina, per offrire una cena ad una ragazza, per giocare alla vita come hanno giocato gli altri e come forse ancora giocheranno.


Quando si raggiunge un’età che ci piace si prova l’irresistibile desiderio di cercare il diavolo, per proporgli di fare un patto, un accordo. La nostra povera anima bucherellata in cambio di un "per sempre". Si potrà mantenere più o meno lo stesso spirito? Si potrà essere dei perenni girondini, vogliosi di gelato al pistacchio e di vita da pochi euro? Domani come sarà? Migliore? Dopo questa canzone? E come si fa a scrivere il romanzo della nostra vita? E come si fa a convincere le persone? A proporsi, a meritarsi gli spazi e e le occasioni? Come si fa ad avere sempre voglia di avere voglia?
Annunci