Camminavo come sempre cammino, a passi sicuri in un sicuro mattino

e lo sguardo mi ha chiamato lontano a un incrocio di casi, a un pensiero strano.

Ho visto di piscio e di birra una pozza e ho pensato che questo mi tocca. Mi tocca.

Non come qualcosa che devo patire, mio malgrado con pazienza accettare;

piuttosto uno sguardo che devo lasciare, un pensiero che devo occupare

con un destino ridicolo, che urla ed acceca in quel buio di vicolo.

Quel che avrei potuto e non sono stato, quel che non sono per cui non ho ringraziato.

I miei meriti scappano via e non mi lasciano nemmeno il sapore

di una scelta, una differenza vissuta, una decisione premeditata.

Vivo per come posso, mettendo a frutto il numero di serie

senza colpe e virtù, considerando dell’uomo le fortune varie.

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