Paese di terra, terra di fumo, Paese di figli di donne di strada. E dove se rubi non muore nessuno e dove il crimine paga. C’è un segno di gesso per terra e la gente che sta a guardare: qualcuno che accusa qualcuno però lo ha visto solamente passare. E nessuno ricorda la faccia del boia, è un ricordo spiacevole. E resta soltanto quel segno di gesso per terra però non c’è nessun colpevole.

Paese di zucchero, terra di miele, Paese di terra di acqua e di grano. Paese di crescita in tempo reale e piani urbanistici sotto al vulcano. Paese di ricchi e di esuberi e tasse pagate dai poveri. E pane che cresce sugli alberi e macchine in fila nel sole, Paese di banche, di treni di aerei di navi che esplodono ancora in cerca d’autore. Paese di uomini tutti d’un pezzo che tutti hanno un prezzo e niente c’ha valore.

Come a dire che forse ascoltando piacevolmente la musica si possono fare importanti riflessioni e si può pure imparare a scrivere. Che schifo non fa.
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