Come se quel pupo nella grotta
ci cambiasse poi qualcosa:
c’è da toglier la statuetta
del buon Giuseppe e la sua sposa.
Quelle bestie non contente
m’han mangiato tutto il fieno
e sono piene le giovenche
(sarà stato il nazareno?)

Ecco ancora per Natale
un modo nuovo e un mondo uguale
una spugna lava e scorda
il vino azzera la memoria
gli altri anni stessi motti
altre fini e ad altri botti
grandi colpi molte scene
poche gioie e tante pene.

Con la pistola gira il bimbo,
gliel’ha presa il suo papà
domani spara al biondo
che ci prova con la Frà.
Un profumo invece ha avuto
il moroso di Pasquale
la promessa d’un mandato
sogna Silvio e’l Quirinale.

Ecco ancora per Natale
un modo nuovo e un mondo uguale
una spugna lava e scorda
il vino azzera la memoria
gli altri anni stessi motti
altre fini e ad altri botti
grandi colpi molte scene
poche gioie e tante pene.

“Siate come la luna del cielo:
del sole soltanto un lucente riflesso”.
Siate come le suore col velo,
non indugiate nelle spire del sesso.
Il cobra, si sa, è roba da preti,
di chi tanto vuole e agogna e si strugge
fra prieghi e lamenti e solenni divieti
e la linfa d’un bimbo alla fine poi sugge.

Ecco ancora per Natale
un modo nuovo e un mondo uguale
una spugna lava e scorda
il vino azzera la memoria
gli altri anni stessi motti
altre fini e ad altri botti
grandi colpi molte scene
poche gioie e tante pene.

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