Io credo che conti lo spirito. Nel senso che forse non esistono quelle o queste cose da fare, prima di essere morti. Intendo dire che non esistono come obbligatorie, semmai come desiderate. Noto attorno a me molto fremito, molto scalpitìo. A volte mi lascio prendere dall’angoscia e mi metto a fare d’improvviso qualcosa, poi mi viene un attimo da domandarmi "perché?" e per fortuna torno a rallentare.

Solitamente sono gli "altri" che ci dicono quel che per noi deve o non deve essere fatto. Del tipo che se non c’hai ancora una laurea, se non c’hai un lavoro, una fidanzata, una macchina o quel che vuoi tu allora "non va bene". E secondo me questi fatidici "altri" qui non sono nemmeno poi così cattivi come ci verrebbe di pensare. Non sono cattivi, anzi! Ci vogliono bene! Quasi ci amano. Loro lo fanno per noi. Solo che non sono nelle condizioni di poterci aiutare realmente perché la vita è la nostra. Il tempo è il nostro. Il regalo lo hanno fatto a noi. Abbiamo i nostri vizi, i nostri bisogni, le nostre conoscenze, i nostri contrattempi, i furti, i regali, le medicine, le speranze, il sangue. Tutto quello che viviamo ci appartiene e noi apparteniamo a tutto quello che viviamo. Di conseguenza non possiamo prendere troppo sul serio le parole di chi ci vuole bene e ci dice "forza! Fa’ presto!". Ci stanno applicando criteri mentali che non riconosciamo, semplicemente. Io odio la velocità, si era capito? Dobbiamo sempre essere in tempo per tutto..ma se alla fine moriremo in tempo, moriremo di meno? (grazie Fra!, ndr)

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