Il Decameron di Luttazzi pareva essere una cosa carina. Anche più che carina, forse. A volte, va detto, non si capiva bene come mai intendesse essere proprio così tanto “satirico”, tanto da intramezzare i vari siparietti proiettando delle pagine blu con scritto all’incirca “abbiamo interrotto le trasmissioni perché ci stiamo facendo una sega”, però, insomma, letto con un minimo di sguardo critico piaceva, eccome se piaceva. Poi la sigla. Cercavo di stare sveglio combattendo il sonno (andava in onda dalle 23.30 alle 24.30) che al fine settimana mi vince sempre se non altro per sentire quella sigla (e vederla, soprattutto!). Invece un suo intervento, un suo servizio, fu galeotto: “dopo 4 anni di guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85mila civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema: penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caca in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”. Questo, sabato scorso. E’ stata la sua ultima puntata. Infatti La7 pensandoci bene (ma anche no) ha deciso di sospendere ancora una volta il buon Daniele: “[…] Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La7 collabora da anni come coconduttore di 8 e mezzo. Le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira, e si configurano come una provocazione alla dignità e all’onore personale di un nostro collaboratore […]”. Che i due avessero un peso diverso lo si capiva anche ad occhio.

Una sera Luttazzi decise di citare Pisolini dicendo che uno Stato che si scandalizza non è uno Stato libero. E forse è vero.

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