…"che dev’esserci un modo di vivere senza dolore". Il più è trovarlo. Di tempo ce n’è, forse.
Delle volte si devono affrontare le giornate con delle furibonde assenze nel cuore e nell’animo e capita anche che nessuno realmente sappia che cosa stiamo vivendo. Ci mettiamo la nostra bella maschera migliore e sorridiamo alle battute leggere, ai ritrovi sociali. Ma tutto sembra aver perso il sapore ed il senso. Eppure c’è qualcosa di misterioso dentro, come un motore che scoppia anche senza benzina e che anche magari solo con l’inerzia ci spinge un po’ avanti e poi ancora un po’ e un po’ ancora. Fino a quando forse ci renderemo conto di essere sopravvissuti, in qualche modo. Di galleggiare tra le travi e i brandelli del naufragio. Dove approderemo non ci è dato di sapere; se sia stato meglio essere sopravvissuti non è meno incerto della vita stessa.

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