Da qualche giorno sono tornato nel collegio che mi ospita durante l’anno "universitario". Mi è capitato, così, dopo aver pranzato, di mettermi comodo nella stanza per la televisione, dove solitamente si va per un motivo preciso. C’era il Tg2, allora, e stavano passando un servizio che a me pareva all’incirca interessante sui cavalieri di Malta. Interessante se non altro perché dell’argomento non conoscevo e – dati i risultati – non conosco praticamente nulla.
Ad un certo punto accanto alla mia poltroncina dondolosa è venuto a sedersi un ragazzo di Medicina e si è messo naturalmente a dondolare. La sua poltrona scricchiolava ed io non riuscivo a sentire bene la televisione..allora ho mostrato un’aria un poco sofferente e cercavo di tendere gli orecchi. Ma lui non c’ha fatto caso. Poi è entrato don Matteo ed ha detto: "i cavalieri di Malta! Come mai ne parlano?"..e quel tizio accanto a me ha iniziato a dire ripetutamente, sgignazzando di non so quale sense of humour "perché sono tutti morti, don. Sono tutti morti. Lo sa? Eh, lo sa? Sono tutti morti". Io pensavo che la finisse lì, invece per tutto il resto del servizio ha continuato, a mo’ di bimbo autistico, a dire "sono tutti morti" e via una risatina. Quel tizio ha più di vent’anni, per la cronaca.


Mi ha fatto un’incredibile impressione, erano tre mesi che stavo a casa e non ero più abituato a simili soperchierie. Mi è parso, il suo, un atto di una violenza inaudita, di una ferocia veramente efferata. E’ vero: io avrei potuto dire "scusa, Davide, non è che potresti cortesemente lasciarmi sentire il servizio,  che – sarò strano, non lo nego – mi interessa?"..lui di certo si sarebbe anche scusato e mi avrebbe fatto sentire. Ma a quel punto a me non sarebbe più interessato, perché l’oltraggio era stato commesso. Magari poi sarò io a dire che è una cazzata, che non me ne fotteva una minchia..ma se vado in una stanza preposta perché possa esercitare il mio diritto all’informazione e desidero sentire qualcosa..per quale ragione un uomo me lo deve proibire? Per quale ragione io dovrei chiedergli il permesso di godere di un mio diritto? Di quale potere, in quel modo, lo investirei? Del potere esecutivo? E non sarebbe come a dire che i più coglioni e i più prepotenti debbono governare i miti ed i pii? Non si sarebbero perpetuati quei soprusi e quegli abusi che leggiamo fin da quando siamo piccoli sui libri di storia che ci hanno formati? E ancora  una volta..se mi arreca questo enorme danno morale e se mi maltratta così tanto un giovane studioso di Medicina, che cosa mi posso aspettare dal povero resto del mondo? Con quale spirito mi posso porre di fronte alle mie esigenze di civiltà?

Annunci