Qualche anno fa la Lazio rischiava grosso, se non di più: l’oculata gestione di Cragnotti e dei suoi soldi falsi (per maggiori info chiedere ad un certo Tanzi) aveva creato un buco in bilancio di centinaia di miliardi e la squadra era stata ridotta ad un brandello di quella che fu un tempo. Poi arrivò Claudio Lotito, con tutto il seguito di diffidenza che lo accompagnava. Si dice che i tifosi fossero (e probabilmente sono ancora) gestiti da un branco di delinquenti intenzionati a boicottare la società per riciclare denaro sporco, così ogni domenica la Lazio veniva fischiata anche in casa. Ogni giocatore comprato da Lotito veniva etichettato come brocco, ma piano piano i risultati arrivavano (grande merito anche a quel volpone di Delio Rossi) e il presidente dimostrava la sua più grande capacità: fare le nozze con i fichi secchi. In accordo con il Fisco ha potuto spalmare i miliardi di debiti in diversi anni, ottenendo per la squadra quel tanto che basta per pagare gli stipendi (al ribasso) e gestire con dignità la rosa dei giocatori. Va detto anche che è riuscito brillantemente a convincere molti giocatori a tramutare parte del loro ingaggio in quote azionarie della S.S. Lazio, rinsaldando così quello spirito di squadra e di partecipazione che in molti momenti si è manifestato. Come ieri sera, come in Cribari. Giocava con 18 viti e 3 placche piantate in faccia, pur di esserci. Saltava lo stesso per prenderla di testa e si spingeva in avanti sui corner quando la squadra doveva segnare. Alla fine, in condizioni più che difficili, Delio Rossi ed i suoi ragazzi sono riusciti a completare uno straordinario lavoro iniziato lo scorso anno e ogni appasionato di calcio, specie se italiano, non può che esserne molto contento. La Champions porterà nuovo denaro per continuare il progetto di risanamento e di rinforzamento e finalmente dovrebbe consolidare l’immagine del presidente e del suo valore. Così poco riconosciuto, così tanto evidente.

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