Oggi ritorna il campionato, ritorna la Serie A. Lo dico quasi con la "colpa" di chi ha commesso un delitto, ma io non ci posso fare proprio niente: sono felice. Sono felicissimo per tutto quello che ne consegue. Ritrovo i miei ritmi, i miei bar sport, le disquisizioni di tattica, il nervosismo dei commenti a caldo, le strabilianti giocate di Kakà, le promesse mai mantenute di Cassano, le demenze di Adriano, lo strapotere dell’Inter, la prova della Juve, la Roma da oscar, il Milan totale, il futuro di Pazzini e Rosina, il talento di Giampaolo e Mazzarri, le scommesse da perdere e i soldi da trovare, le coperte sui piedi, la castagne sulla stufa. Sento tutto l’odore di quello che piace a me, l’estate mi aveva proprio rotto il cazzo.
Non mi importa molto il parere degli agnostici, so bene anch’io che bisognerebbe badare a cose più serie, ma io proprio non ce la faccio: se dovessi disegnare un mondo, beh, quello io lo farei a spicchi.

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