Io faccio una fatica boia a credere che ci sia una porta celeste, un Padre buono che dirige i lavori e ci redime gli errori. Non guardo al cielo se non per osservare rondini sfreccianti e divertite, non cerco risposte che mai troverò. Molti preti sono stomachevoli e molte consuetudini grottesche, sono l’ultimo dei credenti, anzi, sconfino di là. Però perché tutto questo clamore? Perché questa caccia al messale? Che male fanno? Mia mamma ad esempio – beata innocenza – crede,  e questo le consente di vivere meglio di me. Le nostre stesse leggi civili sono informate ai principi che il Cristianesimo, volenti o nolenti, propone. Mi fa più paura la barbarie del tempo che gli ideali di tolleranza, amore, solidarietà, sinceramente. Se più persone incappassero nell’abominevole errore di essere più buone, il mondo non correrebbe forse il rischio di essere un poco "migliore"? Boh…

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