Che cause gravissime!

Che pensieri assorbenti!

Che male di stomaco

e niente fra i denti.

Che gioco al massacro!

Che tiro al piattello!

In cerca d’un capro

o di uno zimbello.

 

Il giovane vive in un mondo malato

che dico! Corrotto, sciancato, ucciso, fottuto!

Ha solo domande, nessuna risposta

gira le strade, sbatte la testa.

Scrive sui muri, dipinge la pelle

d’un segno più chiaro, che dica “ribelle”.

La sera si trova con amici sognanti,

bicchieri di vino e frasi festanti:

“la lotta e l’impegno daranno profitto,

un futuro migliore è il nostro diritto!”

 

Che cause gravissime!

Che pensieri assorbenti!

Che male di stomaco

e niente fra i denti.

Che gioco al massacro!

Che tiro al piattello!

In cerca d’un capro

o di uno zimbello.

 

Ma quando è da solo lo assale il pensiero

d’essere uomo e uomo soltanto,

alza lo sguardo, osserva un po’ il cielo

e la chitarra intona un lamento.

Si toglie le scarpe e si butta sul letto

stremato da un giorno di mille illusioni,

pensa a uno spazio, a un tempo perfetto

dove le bombe sian solo aquiloni.

Fare di conto, arrivare a domani:

sono questi i problemi che taglian le ali.

 

Che cause gravissime!

Che pensieri assorbenti!

Che male di stomaco

e niente fra i denti.

Che gioco al massacro!

Che tiro al piattello!

In cerca d’un capro

o di uno zimbello.

 

Io bevo caffè, mangio un po’ miele,

sorseggio la vita delle cose leggere.

Corro in un prato, cado in un fosso,

se c’è tanto sole io sudo e poi puzzo.

Mi piace la donna, anche se è vacca.

Quasi ogni giorno io faccio la cacca.

Non leggo giornali, non ascolto la radio…

e la politica? Beh, quella la odio!

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